|
Segni: standard arancio-rossi, a righe giallo-rosse e
indicazioni rosse “V3”. Segni non presenti sulla parte sommitale del Navegna
e sulla via del ritorno dopo le rovine di Mirandella.
Il percorso presenta difficoltà dovute alla vegetazione che tende a
ricoprire il sentiero all’andata fino alla Fonte Le Forche (ginepri,
ginestre, rovi e rose selvatiche). Stesso problema a ritorno se si sceglie
di scendere direttamente dalle rovine di Mirandella: il sentiero è ormai
ricoperto dalla vegetazione in vari tratti.
Dall’autostrada A24 Roma-L’Aquila, si esce al casello di Carsoli in
direzione Carsoli. Immediatamente si seguono le indicazioni per Turania-Rieti,
per poi incontrare quelle per il Lago del Turano. Ad una biforcazione della
strada, proseguire in direzione di Rieti. Giunti a costeggiare il lago, dopo
un po’ si prende a destra la strada che sale ad Ascrea. Nel paese si segue
l’indicazione per la caserma dei carabinieri e si parcheggia poco prima di
questa, in prossimità di un tornante a destra (770 m).
 |
|
Il Lago del Turano dalle pendici sud del Navegna
|
Il sentiero inizia lungo la strada esattamente all’altezza del tornante
(evidenti i segni giallo-arancio sulla roccia), prosegue in lieve pendenza
aggirando il colle e raggiunge una biforcazione (902 m) alla quale si va
dritti seguendo i segni. Poco dopo il sentiero inizia a costeggiare da
destra il Fosso di Valloppio alternando tratti di bosco con tratti più
scoperti, devia verso sinistra e più avanti attraversa agevolmente il fosso
(1028 m) perdendo i segni per un piccolo tratto. Con una salita più ripida e
assolata si arriva alla Fonte Le Forche (1140 m). Qui, oltre al fontanile,
sulla destra si trova un’area picnic ben attrezzata. Sulla sinistra invece,
il percorso prosegue subito sotto i due rifugi di pastori, con l’aggiunta di
indicazioni rosse “V3”. Dopo aver attraversato dei tratti più sassosi e con
pochi alberi, il sentiero piega a destra e ad un tratto si scopre
completamente il panorama verso il lago del Turano e il paese di Castel di
Tora con il promontorio lacustre di Monte Antuni. A questo punto (1226 m),
indicato da una freccia su una roccia, il sentiero devia a destra e sale in
breve sulla sommità del Colle Nogaro (1288 m), da dove si gode un panorama
sul lago ancora migliore. Da qui si scende nel bosco costeggiando un lungo
recinto, si esce di nuovo allo scoperto e ad un certo punto (1306 m) si
devia in maniera ripida sulla sinistra (attenzione ai segni). Poco più su,
in corrispondenza degli ultimi due alberi (1366 m), i segni terminano e si
prosegue per tracce di sentiero sui pendii erbosi di Costa Cipolle, con a
destra la vista sul lago e a sinistra un’altra recinzione a cui ci si
avvicina sempre più man mano che si sale. Conviene attraversare il recinto
il prima possibile, appena si trova un varco, e proseguire a vista per la
vetta spoglia. La croce che contrassegna la cima è visibile solo quando ci
si trova poco sotto.
 |
|
Il lago del Salto dalla vetta del Monte Navegna
|
Dalla vetta (1508 m) è possibile ammirare, oltre al panorama del Turano che
ci ha accompagnati per tutta la salita, anche l’altro versante con il Lago
del Salto. Si riconoscono molte delle cime caratteristiche del Lazio e
dell’Abruzzo. Si distinguono molto bene anche il Monte Soratte sul versante
del Turano e più in lontananza il Gran Sasso sul versante del Salto.
Per il rientro, tornati alla Fonte Le Forche, si può prendere il percorso
alternativo che permette di visitare i ruderi dell’antico insediamento di
Mirandella. Immediatamente sotto l’area picnic di Fonte Le Forche, si prende
il largo sentiero con l’indicazione per Mirandella, contrassegnato da
paletti verdi con l’indicazione “V4”. Dopo un po’ si arriva ad un cancello
che immette in una zona recintata da cui si dipartono quattro sentieri più
stretti. Percorrendo preferibilmente uno dei due sentieri centrali, dopo
poco si giunge ai ruderi (30-40 minuti dalla Fonte Le Forche, 1171 m il
punto più alto delle rovine).
Da Mirandella è preferibile tornare alla Fonte Le Forche e scendere ad
Ascrea per la via seguita all’andata. Volendo è possibile, con una certa
difficoltà dovuta alla vegetazione e alla quasi totale scomparsa del
sentiero, rientrare ad Ascrea direttamente da Mirandella. In questo caso si
scende dalle rovine in modo diretto in direzione del lago, si scavalca un
recinto e subito dopo si incrocia (1020 m) e si riprende verso sinistra il
sentiero segnato con i classici cartelli della “Riserva Naturale Monte
Navegna e Monte Cervia”.
 |
|
Le rovine di Mirandella vicino la Fonte Le Forche
|
Dopo un tratto praticamente in piano, appena si avvista (1025 m) il paese di
Paganico subito sotto, si lasciano i cartelli della riserva e si segue una
traccia di sentiero che svolta a destra cominciando a scendere più
decisamente verso un fontanile abbastanza visibile che può essere preso come
riferimento. La traccia tende a perdersi e occorre farsi strada tra la
vegetazione intricata per raggiungere il fontanile (943 m) dopo essere
passati a fianco di una recinzione metallica. Da lì, scendendo ancora e
seguendo altre tracce di sentiero che piegano verso sinistra, si raggiunge
il sentiero fatto all’andata (810 m) e lo si prende verso sinistra. Dopo
neanche dieci minuti si è di nuovo all’auto.
TRATTO da:
www.gambeinspalla.it |